IL NOSTRO CANTICO – Progetto di Scrittura Collettiva, liberamente ispirato al Cantico delle Creature di San Francesco

Anno scolastico 2025/2026

Progetto di Scrittura Collettiva, liberamente ispirato al Cantico delle Creature di San Francesco LABORATORIO di Scrittura Creativa di B. Marcelli e A. Ferretti

Presentazione

Durata

dal 1 Ottobre 2025 al 8 Giugno 2026

Descrizione del progetto

IL NOSTRO CANTICO

Progetto di Scrittura Collettiva, liberamente ispirato al Cantico delle Creature

di San Francesco

 

LABORATORIO di Scrittura Creativa di Brunella Marcelli e Anna Ferretti

Con Abate Roberta, Abouzid Sherin, Aweis Mohamed Ahmed, Diakite Fanta,

Eliane FaJardo Pozo Jocelyn Andrea, Grenat Artemisia, Rebhi Mohamed

Ezzine, Sane Hamady, Tagne Kuate Sedrick

 

ALTISSIMO, ONNIPOTENTE, BON SIGNORE

Vorrei ringraziare Dio, prima di tutto.

Dio, l’Uno del Mondo, mi ha aiutato a crescere, vivere, mangiare, respirare.

Ha creato gli Esseri Umani e il Tempo, con i giorni, le settimane, i mesi, l’anno.

Ha creato montagne, alberi e animali.

Secondo la fede di molte religioni, Dio ha creato l’Uomo e la sua Anima con Amore.

Lo ha formato dalla Terra e gli ha dato la Vita, soffiando in lui il suo Spirito.

Ha messo nell’Uomo la capacità di pensare, di scegliere tra il Bene e il Male.

Gli Uomini e le Donne non sono solo corpi, ma spiriti che cercano sempre la Verità e la Pace.

Quindi, all’inizio, Dio ha creato la Terra e il Cielo. Poi, a sua immagine, ha creato l’essere umano, il solo che talvolta vuole dominare tutti gli altri esseri del creato.

Perché la vita è anche lotta, una lotta che ci porta a prove complicate e a scelte difficili che spesso non ci aspettiamo.

Ma nonostante tutto, è necessario sempre vivere la propria speranza.

Questo poiché la creazione è distruzione. La nascita è morte.

Non si sa quando arriverà la fine, ma è inevitabile. Molti muoiono giovani, altri anziani.

Certi desiderano morire giovani così da non invecchiare mai, nutrendo l’idea della gioventù eterna.

Esistono poi individui che sognano una morte senza lasciare tracce di vita, chiedendo di non essere ricordati.

La maggioranza, invece, desidera lasciare il segno.

Vuole creare e fondare una famiglia, dando spazio alla volontà di invecchiare, lasciando quell’impronta, illusione di un qualche patrimonio di memorie.

L’essere umano non vive per scomparire, ma muore nella paura della non consapevolezza, dell’oblio e del nulla.

Eppure ogni nascita è un miracolo. Celebriamo ogni giorno, a ogni sorgere del sole, la nascita della vita.

Quando rifletto sulla creazione, mi viene in mente la nascita dei miei nipoti che purtroppo, tranne uno, non ho visto venire alla luce.

Ho pensato tanto a mia sorella e al suo corpo che, con il passare dei mesi, è cambiato.

Penso anche al suo carattere, alle sue scelte di vita che ha dovuto posticipare per essere mamma.

Quando ero più piccola, volevo diventare mamma e invece lei no.

Adesso tutto è cambiato: lei è mamma di tre meravigliosi bambini ed io, invece, non sono più sicura di volerlo.

Per me, la nascita di questi bambini è un successo miracoloso, perché ha cambiato la vita di mia sorella radicalmente e anche la mia in un modo che non avrei mai immaginato.

L’innocenza dei bambini. Quando le persone nascono, sono pulite come acqua di sorgente, non capiscono come funziona il mondo.

Dopo piano, piano imparano e si dividono tra chi fa del bene, aiutando gli altri e chi invece purtroppo non è in grado.

FRATELLO SOLE SORELLA LUNA

Durante una giornata di Sole.

Le poesie sono pensiero ispirato. L’Ombra è Luce.

Nella mia giornata di viaggio Tunisia-Lampedusa le immagini che ho visto

offrivano una bella visione. Guardare il sole è bello. Le emozioni ti trasmettono magia.

Sul mare, sotto il sole ardente, acqua finita, caldo feroce.

Ma la Notte portò la Luna.

Il suo lume, pace nell’anima, bellezza che porta la dimenticanza nei cinquanta cuori, racchiusi in sette metri di barca.

Tutta la Notte la osservai: energia pura, luce nell’ombra.

Nel cielo azzurro dove il giorno muore, il Sole ti regala raggi di calore.

Ma ecco che sorge, timida e silente, la luna bianca pura e splendente.

Vela la notte coprendo il cielo di stelle.

E in quel momento, tra luce e ombra, la vita si proietta.

Sole e Luna, luce e ombra, sono figli dello stesso “Albero”, gemelli dalle caratteristiche opposte.

Non può esserci una vita di solo Sole o di sola Luce o fatta soltanto di Ombra e Luna.

Non si può avere il Sole senza prima aver attraversato la Tempesta.

Quando vedo il Sole, penso a tutte le persone meravigliose che mi hanno dato tutto.

Quando rifletto sull’Ombra, ripenso alla mia “infibulazione” a sette anni ed è come se fosse ieri.

Mi viene in mente quel matrimonio oscuro che ha preso il sopravvento su tutta la mia vita.

Non ho mai pensato al mio benessere.

Cala il Sole, sorge la Luna. Nel cimitero, seduti, si osservano le lapidi rovinate.

Un taccuino in mano, ci si disegna il paesaggio. Qualche gatto si avvicina. Osservalo.

Si è mosso verso di te. Ti fa le fusa, mentre consumi il tuo sonno eterno.

La prossima volta ci berremo una birra insieme. Ti lascio due sigarette.

FRATELLO VENTO

Io sono il mio respiro. Il Ciclo della Vita

L’Aria, per me, è tutto. Io, senza aria, non posso vivere.

Quando sono inquieta, triste…quando ho paura mi manca sempre l’aria.

Nei momenti difficili della mia vita, quando ho saputo che mio figlio sarebbe

potuto morire, mi mancava l’aria. Il mio cuore batteva forte, forte.

Ho perso la mia voce. Mi mancavano le parole. Superato l’intervento, ho ripreso a respirare. Anche ora, quando mi vengono in mente cose cattive, perdo la respirazione.

Durante il giorno mi sento bene perché respiro tranquillo. Ho la testa tranquilla. Il mio cuore non corre veloce.

A volte, quando provo paura, il mio cuore vibra ma ovviamente non si ferma.

Quando mi ammalo, respiro lentamente. Non sento troppo l’aria. Il respiro è vita.

Vento che trasporta foglie. Foglie cadute gialle e rosse nelle strade, nei giardini.

Le guardo e mi soffermo a pensare al loro ciclo di vita, da quando erano gemme, poi piccole foglie verdi fino a diventare così fragili che un soffio d’aria le porta via.

Allo stesso modo noi Esseri Umani nasciamo, cresciamo, diventiamo giovani adulti per poi maturare e invecchiare. Diventiamo fragili. Moriamo.

Tutto ciò che è Vivo e annuncia la nascita di qualcosa di Nuovo, riempie il cuore di felicità.

La decadenza, invece, porta pena e malinconia. Il ciclo della vita è in tutto.

Il gioco della Morte e della Vita tra Gioia e Tristezza, tra soddisfazione e dolore ha plasmato l’Umanità intera.

Foglie cadute trasportate dal Vento. Soffio Vitale. Vita e Morte. Un ciclo senza fine.

FRATELLO FUOCO

La fiamma della trasformazione

D’un tratto, intorno a me, era tutto buio. Non so bene quando e perché, iniziai a non vedere.

C’era solo oscurità. Rimasi ferma per un lungo periodo quando, d’improvviso, incuriosita da alcuni rumori che provenivano da fuori mi feci coraggio. Scesi le scale. Sostenendomi alla ringhiera in legno sulla mia destra. Scendendo gradino dopo gradino, percepivo ancora di più quel rumore.

Più che rumore era uno scoppiettio.

Continuai ad avvicinarmi a quei rumori che si mescolavano all’odore di legno.

Non vedevo, ma potevo sentire il Calore pervadere lo spazio fuori, intorno e dentro di me. Ero vicina a quella piccola ma potente fonte di calore. Allungai la mano, ma la ritrassi immediatamente: dolore, bruciore.

Per diversi minuti, rimasi con le mani davanti agli occhi come a coprirli.

Poi le spostai e cominciai a vedere una luce rosso acceso, misto a blu giallo.

La mia vista era ancora offuscata, ma finalmente potevo vedere cosa si celava dietro a quei rumori, dietro a quel calore, a quel dolore. Era vita, distruzione, tepore. Alla fine, ne resta solo cenere.

Come nella vita che ci insegna che, anche se per pochi istanti, alle volte vale la pena di bruciare di una fiamma rosso ardente.

Quel fuoco vibrante che riscalda la mia pelle e allo stesso tempo fa venire brividi di paura per ciò che può trasformare dentro di me.

Sarà bello? Sarà triste? Mi porterà gioia o distruzione?

Vorrei solo che questa sensazione vibrante mi porti in un luogo confortevole, dove non mi sentirò in colpa per aver provato e non averne identificata nessuna.

Sento il terrore antico, profondo e istintivo di essere solo cenere in un solo secondo.

Sarò il legno secco che teme di bruciarsi? O sarò l’acciaio che accoglie la brace per diventare più forte?

MADRE TERRA

La Nostra Casa, il Nostro Rifugio

Tanto tempo fa, la Terra era solo una grande nube di polvere e rocce.

A poco, a poco si è formata, si è raffreddata e la vita è comparsa negli oceani.

Le piante hanno cominciato a crescere, sono arrivati gli Esseri Umani. Da allora, la Terra è la Nostra Casa, piena di Bellezza ma anche fragile. Sta a noi proteggerla, affinché resti Viva e Accogliente per Tutti.

Terra, Radici, Origini. Se dovessi associare la parola Terra al primo pensiero o immagine, mi tornano in mente le mani di mio nonno.

Giuseppe era un uomo minuto, esile; un uomo di campagna, umile di origine.

Le sue mani erano grandi e robuste, screpolate, sempre sporche di terra, la Sua Terra, quella di un paesino chiamato Torre Orsaia.

Quando venne a Roma, la luce che aveva dentro un po’ si affievolì, ma le sue mani rimasero robuste, screpolate, ruvide, “sporche” della sua amata Salerno. Quando morì, decise di ricongiungersi con le sue Radici; volle fortemente essere sepolto nella sua Terra Natia, sotto la sua terra, la sua Casa.

Quale Casa? Io vengo dall’Egitto. Lì sono nata e cresciuta, ma ora ho un problema che non mi fa stare bene. Quando torno, mi sento diversa come se fossi diventata straniera in Casa Mia. Tutto è cambiato, anche il modo di

parlare e, quando ritorno in Italia, anche qui mi sento Straniera. Ho perso la mia identità. Chi sono io? Ogni tanto mi manca la mia Vita e torno a cercarla, ma non trovo mai cosa ho lasciato.

Tra fratelli ci sono molte somiglianze. I vissuti possono essere opposti. Nati da genitori diversi, cresciuti insieme. Tra due anni se ne andrà a fare il servizio militare in Corea. Io lo aspetterò a Roma, come ho sempre fatto.

Nati in due continenti diversi e separati dagli obblighi della Vita, viaggiando in tutto il Mondo vedendo la realtà dell’esistenza, ritroverò sempre mio fratello sulla nostra Terra, quella che accolse entrambe le nostre famiglie.

Terra che ci accoglie. La Terra è un dono affidato a Noi che ne siamo custodi. La Terrà è la nostra Casa: fornisce il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo. Ci da le risorse naturali necessarie per vivere.

Qui abbiamo fatto e faremo tutto il nostro percorso: dalla Nostra Nascita finoalle fine dei Nostri Ultimi Giorni. Finché camminerai su di essa, non sarai mai un estraneo. Fratelli e Sorelle sulla Nostra Terra.

SORELLA ACQUA.

Mari da attraversare

L’Acqua è Vita. Ci sono i mari, i fiumi, le piogge. Senza di Lei, non si può vivere. Durante le mie giornate ho bisogno di acqua. Quando bevo, quando mi faccio la doccia, quando cucino. Non lo dimentico.

Esile, rilassante, dissetante: l’acqua è fondamentale. La sua fluidità racconta storie belle, ma anche tristi. Storie di naufragati, di chi ha attraversati mari e di chi, talvolta, desidera morire.

Mare, quando ti guardo, mi fai stare male. I pensieri vanno alle tue vittime e ai sopravvissuti.

I tuoi misteri mi perseguitano, come i ricordi dei miei avi caduti per te. Dalle Indie all’Africa, dalle isole al continente hai ucciso i miei antenati come un bambino calpesta formiche.

Ma la tua grandezza è unica. Hai un fascino mitico. Immenso, vitale…tu sei un vendicatore!

Il Sole brillava formando riflessi sulle onde del mare. Il vento mi scuoteva i capelli e un senso di libertà riempiva il mio cuore.

La vita a cui andavo incontro mi appariva come ombra, perché raggiunta la costa non sapevo cosa mi aspettasse.

Felicità e tristezza sono compagne inseparabili. Felicità per l’avventura che si stava per concludere, tristezza per i legami affettivi che avevo dovuto rompere.

La mia immagine si rispecchiava in una piccola pozza di acqua salata tra i miei compagni di viaggio: il volto luminoso, ma lo spirito in ombra.

 

Obiettivi

Il testo, ispirato al Cantico di San Francesco, è stato letto durante l'iniziativa "Scrittori in Basilica" presso Santa Cecilia in Trastevere e sarà oggetto di pubblicazione.

Referenti

Partecipanti

Brunella Marcelli e Anna Ferretti

Con Abate Roberta, Abouzid Sherin, Aweis Mohamed Ahmed, Diakite Fanta,

Eliane FaJardo Pozo Jocelyn Andrea, Grenat Artemisia, Rebhi Mohamed

Ezzine, Sane Hamady, Tagne Kuate Sedrick

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